giovedì 19 marzo 2015

RMIT

I ricercatori del Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT) hanno scoperto un metodo che potrebbe potenzialmente migliorare la resa dei sensori fotografici in condizioni di scarsa luminosità. Gli scienziati stavano testando gli effetti di alcune onde sonore controllate sui materiali 2D (materiali estremamente sottili il cui spessore è pari a pochi strati atomici, come il grafene) ed hanno notato che le increspature generate dalle onde erano capaci di modificare il comportamento elettromagnetico dei materiali stessi. I test sono stati condotti utilizzando un materiale 2D fotoluminescente (la fotoluminescenza è la capacità di assorbire fotoni per poi riemetterli) e i ricercatori hanno notato che all’aumentare dell’intensità delle onde aumentava anche l’emissione di luce. La tecnica potrebbe essere utilizzata, come già detto, per incrementare le prestazioni delle fotocamera ma i possibili utilizzi pratici sembrano essere innumerevoli. 

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