giovedì 12 marzo 2015

Zomato



Dal baretto sotto casa al ristorante stellato, dall'osteria alla vineria. Se c'è un posto dove si mangia a Roma o a Milano da oggi è a portata di clic tra i 18 mila locali italiani "schedati" su Zomato, la piattaforma globale che fornisce informazioni su oltre 1 milione di ristoranti in 22 Paesi del mondo. Ma questo è solo l'inizio dato che conta di espandersi presto anche in altre città dello Stivale. Il target? Turisti innanzitutto ma anche residenti, da chi è per la prima volta in una città e non ha la minima idea su dove andare, a chi in quella città ci abita da sempre e cerca nuove ispirazioni. A raccontare questo sbarco e a tracciare gli scenari futuri è, con l'entusiasmo dei suoi 26 anni, Guk Kim, country manager di Zomato Italia. Coreano e trapiantato fin dall'infanzia in Italia, già al liceo comincia a lavorare nel mondo delle start up e dopo la laurea alla John Cabot University fonda vari siti tra cui Mobatar, FreePoverty.com e Cibando. "A dicembre - spiega all'ANSA - Zomato ha acquisito Cibando e da lì è stata una "folle corsa". Abbiamo battuto ogni singola strada e ogni singolo vicolo di tutta Milano e tutta Roma, dividendo le mappe in poligoni. Le zone periferiche sono state esplorate in anteprima in bicicletta e poi strada per strada. Ogni locale è stato esaminato per rendere disponibile sui device di ogni utente le coordinate geografiche e la mappa, il menù digitalizzato, diverse fotografie dei locali e dei piatti divise per tante categorie di ricerca (dai prezzi al tipo di cucina)".

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