martedì 20 ottobre 2015

"io ci sono",

"Non lo odio, l'ho odiato per anni, ma ora non lo odio più, nonostante quello che ha fatto. Se continuassi ad odiarlo, ancora oggi, significherebbe che non ho ricominciato a vivere, come invece sono riuscita a fare".
È la storia di Lucia Annibali, giovane avvocato di Pesaro, che nell'aprile del 2013 è stata aggredita al volto con l'acido. Il mandante, è stato accertato ancora una volta in appello ad inizio 2015 con una condanna a 20 anni di carcere, è stato il suo ex, che oltre all'aggressione ha anche tentato di ucciderla manomettendo il rubinetto del gas del suo appartamento. Lucia, assieme alla giornalista Giusi Fasano, racconta in un libro, “Io ci sono” (Rizzoli), gli anni della sua rinascita, il tortuoso percorso per ritrovare se stessa , o meglio: a costruirsi una nuova identità.
«Scrivere questo libro», detto Annibali, «mi è servito per superare la mia condizione, queste pagine hanno rappresentato un modo di raccontarmi, nei minimi particolari, una sorta di confessione senza filtri. Dentro questo libro ci sono io. Da quella sera in cui avvenne l'aggressione alla sentenza di primo grado».

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