domenica 31 gennaio 2016

ComfyLight




http://www.comfylight.com
ComfyLight AG annuncia oggi il raggiungimento di un nuovo importante traguardo con ComfyLight, una soluzione di sicurezza domestica unica al mondo che, sotto forma di lampada LED, è in grado di proteggere attivamente la casa dai ladri. ComfyLight registra i movimenti delle persone all’interno della casa ed è in grado di simulare questi comportamenti anche quando non c’è nessuno in maniera totalmente automatica senza l’ausilio di timer complicati. Dall’esterno la casa sembrerà sempre abitata riducendo il rischio di possibili intrusioni. La gestione della lampadina è affidata alla app ComfyLight attraverso la quale è possibile essere sempre a conoscenza di cosa accade in casa, anche quando si è fuori. All’interno delle mura domestiche, invece, ComfyLight funziona come una lampadina tradizionale ad accensione e spegnimento automatico quando si entra o si esce dalla stanza in cui è posizionata. Per supportare ComfyLight parte da domani una campagna crowdfunding su Kickstarter volta al reclutamento di investitori per finanziare la produzione delle lampade LED. I potenziali investitori potranno ricevere un memo sull’inizio della campagna semplicemente registrando il proprio indirizzo e-mail nel sito di ComfyLight, mentre i primi 300 sottoscrittori beneficeranno di uno sconto del 55% sull’acquisto delle ComfyLight. Obiettivo complessivo è la raccolta di 50.000 euro. ComfyLight è stata premiata con numerosi premi a partire dal 2014, ultimo in ordine temporale l’Innovation Award ricevuto al CES 2016. E ora, dopo tre anni di ricerche e sviluppo, il prodotto è pronto per essere protagonista sul mercato. Facilità d’uso Nonostante presenti una complessa tecnologia, ComfyLight è davvero semplice da far funzionare. Basta sostituire una qualsiasi lampadina tradizionale con ComfyLight, scaricare la app e connettere ComfyLight allo smartphone ed è già pronta all’uso! Attraverso l’utilizzo del dispositivo mobile è possibile controllare in ogni momento cosa succede in casa e se qualcosa di inusuale dovesse accadere l’utente riceve un alert in tempo reale. Privacy assicurata Anche se ComfyLight mostra chi della famiglia è in casa ad ogni orario del giorno, la privacy è sempre garantita. La app, infatti, mostra un’icona per persona, non foto o video. I dati sono conservati in server protetti e certificati in Germania – preposti per gestire informazioni mediche – nel massimo rispetto e tutela delle leggi sulla privacy. "La nostra ricerca in ambito Internet of Things presso l’Università di St. Gallen ci ha fornito numerosi insight sul mercato smart home. Non eravamo riusciti a trovare una soluzione che assicurasse una reale tranquillità ai proprietari di casa o ai loro inquilini. I sistemi convenzionali sono, inoltre, in grado di attivare un allarme solo dopo che l’effrazione è avvenuta in un’ottica puramente reattiva e, non ultimo, l’istallazione molto spesso è complessa” dichiara Stefanie Tuber, CEO e Co-founder di ComfyLight.

venerdì 29 gennaio 2016

John Lennon: Ci hanno fatto credere



Ci hanno fatto credere che l’amore, quello vero, si trova una volta sola, e in generale prima dei trent’anni.
Non ci hanno detto che l’amore non è azionato in qualche maniera e nemmeno arriva ad un’ora precisa.
Ci hanno fatto credere che ognuno di noi è la metà di un’arancia, che la vita ha senso solo quando riusciamo a trovare l’altra metà.
Non ci hanno detto che nasciamo interi, che mai nessuno nella nostra vita merita di portarsi sulle spalle la responsabilità di completare quello che ci manca: si cresce con noi stessi. Se siamo in buona compagnia, è semplicemente più gradevole.
Ci hanno fatto credere in una formula chiamata “due in uno”: due persone che pensano uguale, agiscono uguale, che solamente questo poteva funzionare.
Non ci hanno detto che questo ha un nome: annullamento. Che solamente essere individui con propria personalità ci permette di avere un rapporto sano.
Ci hanno fatto credere che il matrimonio è d’obbligo e che i desideri fuori tempo devono essere repressi.
Ci hanno fatto credere che i belli e magri sono quelli più amati, che quelli che fanno poco sesso sono all’antica, e quelli che invece ne fanno troppo non sono affidabili, e che ci sarà sempre un scarpa vecchia per un piede storto!
Solo non ci hanno detto che esistono molte più menti “storte” che piedi.
Ci hanno fatto credere che esiste un’unica formula per la felicità, la stessa per tutti, e quelli che cercano di svincolarsene sono condannati all’emarginazione.
Non ci hanno detto che queste formule non funzionano, frustrano le persone, sono alienanti, e che ci sono altre alternative.
Ah, non ci hanno nemmeno detto che nessuno mai ci dirà tutto ciò.
Ognuno di noi lo scoprirà da sè. E così, quando sarai molto innamorato di te stesso, potrai essere altrettanto felice, e potrai amare qualcuno.”

giovedì 28 gennaio 2016

Nokia 7650

Anno 2002. Il colosso finlandese della telefonia presenta il Nokia 7650, il primo cellulare con fotocamera integrata, un minuscolo obiettivo e un sensore da 0,3 megapixel, che permettono di scattare foto e memorizzarle nel cellulare o da spedire tramite MMs.
Il sistema operativo è Symbian. Questo modello è all'avanguardia anche per il display a colori con risoluzione di 176 x 208 pixel, ha la connessione senza fili Bluetooth 1.1 ed è già un dual band GSM a 900 e 1800 MHz.

mercoledì 27 gennaio 2016

XCoffee

Il 27 gennaio 1992, in un articolo apparso su Communication Week, il giornalista Bob Metcalfe racconta di come una coppia di studenti di Cambridge abbia pensato di creare un programma, chiamato XC
ofee, per attivare e utilizzare attraverso il computer una telecamera collocata nel laboratorio attiguo e puntato sulla macchina da caffè, così da controllare  che il livello ed il colore della bevanda fosse sempre ottimale. E' la prima volta che si parla di una specie di webcam.

sabato 23 gennaio 2016

Brave browser

Nessuna pubblicità intrusiva, nessun tracciamento di nascosto degli utenti: questo propone il browser che presto vedrà la luce, Brave, creato da Brave Software, una nuova startup di Brendan Eich, ex CEO di Mozilla e inventore del linguaggio JavaScript.
Il browser multipiattaforma ancora non è stato rilasciato pubblicamente, ma quello che Eich promette è una navigazione senza pubblicità intrusive che tracciano gli utenti. Altra caratteristica del prodotto dovrebbe essere la velocità: 1.4 volte più veloce degli altri su Pc e 2 volte più veloce su smartphone (nel video la comparazione è con Safari).

lunedì 18 gennaio 2016

Husky - I'm not coming back (Official Music Video)


Husky - I'm not coming back (Official Music Video) from Wayne McCauslin on Vimeo.


Prodotto durante l'estate del 2015 a Berlino, ed è stato realizzato a mano con pupazzi e set in miniatura poi finalizzati con compositing i personaggi in 3D.

domenica 17 gennaio 2016

Perché

Perché col tempo cambia tutto lo sai
cambiamo anche noi
e cambiamo anche noi
da Anima Fragile - Vasco Rossi

sabato 16 gennaio 2016

'taharrush gamea'

Un giornale tedesco alcuni giorni fa titolava "Il taharrush gamea è arrivato in Germania" in merito alle aggressioni a Colonia. Un rapporto sulle violenze di Capodanno parla infatti di un modus operandi conosciuto come 'taharrush gamea' (in arabo, letteralmente, 'molestia collettiva') segnalato a piazza Tahrir al Cairo, al momento della rivoluzione egiziana.
Si tratta di un tipo di molestia e violenza sessuale diffusa nei Paesi arabi e rivolta contro le donne, che avviene in occasione di grandi raduni o in mezzo alla folla, durante eventi di massa, come cortei di protesta, manifestazioni e concerti. Le violenze vanno dagli insulti, ai palpeggiamenti, ai pestaggi fino allo stupro.

martedì 12 gennaio 2016

Lazarus

Guarda quassù, sono in paradiso
Ho cicatrici che non si vedono
Vivo un’emozione, non può essere rubata
Mi conoscono tutti ora
Guarda quassù, amico, sono in pericolo
Non ho più nulla da perdere
Mi trovo così in alto che mi gira la testa
Ho lasciato cadere giù il mio cellulare
Non è proprio da me?
Quando sono arrivato a New York
Conducevo una vita da re
Poi ho finito tutti i miei soldi
Stavo cercando il tuo sedere
In questo modo o in nessuno
Sai che sarò libero
Proprio come quella sialia (uccello dalle piume azzurre simbolo di New York, considerato emblema di ottimismo e di felicità).
Ora, non è proprio da me?
Oh, sarò libero
Proprio come quella sialia
Oh, sarò libero
Non è proprio da me?

lunedì 11 gennaio 2016

SlimType cover





slimtype.com

fat but fit ???

Secondo alcuni sarebbe possibile essere fat but fit, letteralmente grassi ma in forma e nel 2012 è uscito su European Heart Journal uno studio che sembrava legittimare, almeno in parte, questo detto.  Esistono infatti soggetti obesi che risultano metabolicamente sani, cioè non presentano una serie di valori sballati (es. alta pressione, alto colesterolo, ecc…) che ci si aspetterebbe per persone del loro peso: con una serie di test sul tappeto rotante, lo studio aveva stabilito che queste persone erano più in forma degli altri obesi. Secondo gli autori questo suggeriva che l’esercizio fisico fosse in grado di mitigare alcuni rischi, per esempio di sviluppare malattie cardiovascolari, anche in assenza di perdita di peso.
I ricercatori non hanno mai affermato che era possibile essere obesi e sani, come molta stampa ha lasciato intendere, ma c’era la possibilità che il solo esercizio fisico potesse contribuire significativamente al benessere di queste persone.
 Alla fine dello scorso dicembre è stata però pubblicata su International European Journal una ricerca che ridimensiona anche queste conclusioni. Tra il 1969 e il 1996, ltre un milione e trecentomila reclute svedesi sono state incluse nello studio: ogni giovane è stato esaminato per due giorni, compilando un registro che includeva, oltre alle principali misure corporee e al quoziente intellettivo, anche le capacità fisicheriscontrate durante le sessioni di esercizio. Tutti i partecipanti sono poi stati seguiti per una media di 29 anni, registrando il loro stato di salute e gli eventuali decessi.
Gli individui che avevano dimostrato maggiori capacità aerobiche hanno mostrato rischi di morte precoce nettamente minori. Questa analisi, in accordo con le aspettative, sembra però riguardare soprattutto i soggetti di peso normale o in sovrappeso: nei soggetti obesi l’eventuale beneficio dell’attività fisica sul rischio di morte tende a scomparire. In altre parole, un individuo di peso normale, anche se totalmente allergico alla cyclette, è comunque più protetto di un individuo obeso che cerca di tenersi in forma.
Lo studio, come riconoscono anche gli autori, ha naturalmente diverse limitazioni. La prima è che è di tipo osservazionale, quindi può trovare correlazioni tra due variabili ma non stabilire se una è causa dell’altra. Inoltre, i dati riguardano reclute esaminate durante la leva pertanto, anche se il campione è molto ampio, comprende solo giovani maschi e non è possibile generalizzare troppo i risultati.Quello che al momento pare accertato è che in molti studi l’esercizio fisico sembra inversamente proporzionale alla mortalità, mentre più aumenta la percentuale di massa grassa più aumentano i rischi per la salute. Sebbene l’esercizio fisico sia sempre salutare, i suoi benefici tendono a diminuire all’aumentare del peso, quindi è piuttosto rischioso suggerire che, dopo tutto, sia possibile fare pace con la bilancia a patto che ci si impegni fare movimento.
Purtroppo, come ha rivelato il New York Times la scorsa estate, questo è proprio quello che hanno cercato di fare negli ultimi anni alcuni colossi del cibo, prima tra tutti la Coca-Cola. Secondo l’indagine del quotidiano, la strategia della compagnia era proteggere il consumo delle bibite zuccherate spostando l’attenzione dalla dieta all’esercizio fisico: non importa cosa o quanto si mangi, basta che poi si corra in palestra. Come parte della strategia, Coca-Cola ha finanziato anche molte ricerche scientifiche, e tra queste c’era anche quella pubblicata nel 2012 su European Heart Journal.
Nonostante si trattasse di finanziamenti non vincolati e di pubblicazione peer-reviewed con tutte le carte in regola, il coinvolgimento dei colossi dell’cibo in queste ricerche hanno fatto tornare in mente le strategie dell’industria del tabacco e dei combustibili fossili. Così, lo scorso novembre, la University of Colorado School of Medicine ha annunciato la restituzione di un milione di dollari in finanziamenti ricevuti nel 2014 dal colosso delle bibite.
Fonte: wired.it

domenica 10 gennaio 2016

"Scusa se no te go mai coverto"

"Scusa se no te go coverto": inizia la campagna per aiutare i senzatetto

Il 20 e 21 gennaio infatti, in piazzale Roma scatterà infatti la prima raccolta di coperte per i senzatetto del 2016. La campagna, che da anni viene riconfermata in città, è dedicata alle oltre 200 persone che non hanno un'abitazione in cui stare. Nel progetto "Senza dimora" del Comune inoltre sono previste anche alcune novità. Ca’ Letizia in via Querini, ad esempio, verrà aperta prima di pomeriggio per consentire a chi non ha una casa di scaldarsi e utilizzare i servizi igienici. Lo stesso assessore Simone Venturini a La Nuova Venezia, riporta come l'obiettivo primario debba essere quello di eliminare i bivacchi e togliere le persone dalla strada, sia per evitare che si ammalino, sia per garantire una città decorosa ai cittadini. 
Nel 2016 quindi i due testimonial dell'iniziativa sono Carlo e Giorgio. Il duo comico molto conosciuto in città ha voluto spiegare com'è nato lo slogan che è divenuto poi ufficiale. "Scusa se no te go mai coverto" vuole giocare con la parola coprire, che significa anche proteggere, considerare. Carlo e Giorgio hanno inoltre raccontato come, quando il Comune li ha contattati, loro non abbiano esitato un attimo a rispondere in modo positivo per una campagna che è qualcosa di materiale e concreto. "Sos coperte" inoltre durerà fino a dicembre 2016 e diverse saranno le iniziative in programma.



venerdì 8 gennaio 2016

FFZERO1 Concept





Faraday Future, l'azienda misteriosa che vuole sfidare Tesla nell'automotive elettrico, ha svelato al CES di Las Vegas il suo primo concept FFZERO1. Un veicolo sportivo monoposto che grazie a ben 4 motori elettrici promette fino a 1000 CV di potenza, 0-100 km/s in meno di tre secondi e una velocità massima di 320 km/h.

mercoledì 6 gennaio 2016

Piece

PIECE è un accessorio, che ha completato alcuni mesi fa la raccolta fondi su Indiegogo, che permette di aggiungere una seconda SIM a qualsiasi smartphone, Android o iOS che sia. Si tratta di un piccolo accessorio dotato di slot per una SIM, batteria integrata e supporto Bluetooth per dialogare con lo smartphone. Grazie ad una companion app potremo gestire senza grosse difficoltà un secondo numero telefonico e ricevere sullo smartphone le notifiche relative alle chiamate ricevute sulla seconda scheda SIM. PIECE inoltre svolge altre comode funzioni, facendo suonare lo smartphone se si allontana troppo dallo smartphone.
Grazie alla companion app di PIECE potremo trovare il nostro accessorio qualora ovviamente sia nel raggio d’azione della connessione Bluetooth. Se siete interessati al prodotto potete acquistarlo tramite la pagina del progetto su Indiegogo, pagando un prezzo che parte da 69 dollari, accettabile se non volete sostituireil vostro smartphone solo perché vi serve una seconda SIM. (tuttoandroid.net)


 

martedì 5 gennaio 2016

Copenhagen

Copenhagen significa “città di mercanti”, proprio grazie alla sua posizione geografica e lo sbocco sul Mar Baltico, del quale è da sempre considerata la porta di ingresso. La capitale danese vive da sempre in simbiosi con l’acqua, risorsa importante dalla quale, tra porto, fiumi e canali, è praticamente circondata.
Nonostante questo rapporto stretto, però, a partire dagli anni ’60 e fino al 1995 una politica permissiva ha lasciato che le acque fossero tanto contaminate da mettere in pericolo la fauna marina: riversamenti di oli esausti, scarichi industriali e rifiuti erano entrati nella cultura della tolleranza poi, per volere del governo, un’inversione di rotta ha portato alla situazione attuale, in cui non solo il porto è tornato a rivivere del suo vecchio splendore ma, a partire dal 2000, sono stati aperti quattro bagni affacciati sulle stesse acque che fino a pochi anni prima erano inavvicinabili. Il primo di questi, Islands Brygge, è nel mezzo di un quartiere ad alta densità abitativa.
Copenhagen non si è affidata solo al legislatore e ai controlli, ma ha avviato un’opera di bonifica e pulizia che è puro virtuosismo: sono state costruite barriere di contenimento, sistemi per dirottare le acque reflue e sono stati creati recipienti di stoccaggio sotterranei che vengono svuotati per smuovere le acque stagnanti. Si è tenuto conto anche della sicurezza, con una rete di analisi che misura i livelli dell’acqua, delle maree, delle precipitazioni e delle previsioni meteo, al fine di chiudere l’accesso alle aree balneabili quando c’è il rischio che le barriere di contenimento non siano sufficienti.
Il costo di queste ingenti opere di bonifica è stato di 3 miliardi di corone, ovvero 400 milioni di euro, spalmati su un decennio, investimento che non solo ha riavvicinato la popolazione all’acqua, ma ha anche condotto il porto ad essere tra i più apprezzati per le rotte civili, con una continua crescita del numero di crociere le cui navi salpano dalla capitale danese.
In Italia si sta facendo molto, ma si può fare meglio. Appare impossibile centrare gli obiettivi di qualità imposti dalla direttiva 2000/60 che avrebbe dovuto garantire una maggiore protezione delle acque e che ad oggi copre circa il 10% dei corsi d’acqua dolce, nonostante la scadenza prevista per il 31 dicembre 2015.
wired.it