venerdì 19 febbraio 2016

l'armadio della vergogna

Gli storici hanno sempre dubitato della versione ufficiale che raccontava che Herbert Kappler( il responsabile dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, del rastrellamento del Quadraro e della deportazione degli ebrei del ghetto di Roma ad Auschwitz), detenuto dell'ospedale militare del Celio, a Roma, fosse fuggito nascosto dentro una valigia la mattina del 15 agosto 1977. Una ipotesi così assurda che è sempre stato difficile crederci. Ma era impossibile provare il contrario visto che non si poteva accedere ai documenti riservati. Da oggi però potremmo arrivare più vicini alla verità. La Camera dei Deputati infatti ha messo online le 13 mila pagine dei documenti della Commissione parlamentare che si è occupata di indagare sulle stragi nazifasciste durante la Seconda guerra mondiale e anche l'occultamento di un'incredibile massa di fascicoli giudiziari. 
Il giornalista Franco Giustolisi l'aveva chiamato l'armadio della vergogna. Erano custoditi in gran segreto, appunto in un armadio con le ante rivolte verso il muro, a Palazzo Cesi, sede della Procura generale militare, e contenevano una notevole mole di atti, a partire dai 695 fascicoli sulle razzie compiute dai soldati tedeschi in Italia e dai fascisti nei territori occupati durante la guerra. Documentavano gli orrori avvenuti a Sant'Anna di Stazzema, alle Fosse Ardeatine, a Marzabotto, a Monchio e Cervarolo, Coriza, Lero e Scarpanto, Civitella in Val di Chiana e Fivizzano. Laura Boldrini, presidente della Camera ha commentato così la pubblicazione online di questi documenti "Se vogliamo ripristinare un rapporto di fiducia coi cittadini, è indispensabile togliere il velo del segreto ogni volta che sia possibile e giusto, specie su fatti tanto lontani nel tempo". Potremmo così capire come Kappler riuscì a lasciare la penisola. Perché Walter Reder, l'ufficiale delle Waffen-SS condannato per il massacro di Monte Sole (Marzabotto) e l'eccidio di Vinca, venne scarcerato nel 1985, nonostante le proteste dei familiari delle vittime e delle associazioni partigiane. 
Non solo, ora potremmo conoscere i crimini dei soldati italiani negli anni della Repubblica sociale italiana. Le complicità di civili e militari italiani nella gestione della Risiera di San Sabba, il Lager di Trieste, dove vennero eliminati moltissimi internati politici ed ebrei. 
E poi potremmo scoprire come magistrati dei tempi di Hitler cancellarono le tracce del loro passato e continuarono a operare come giudici anche in epoca democratica. Per esempio perché il procuratore militare Enrico Santacroce nel 1960 dispose, con un atto assolutamente arbitrario, l'"archivazione provvisoria" delle pagine rivelatrici.
Da oggi  sono online, sul sito dell'Archivio storico della Camera dei deputati.

globalist.it

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